È un dolore che ci scuote nel profondo quello che proviamo di fronte alla morte di Ilaria Sula, la studentessa di Terni uccisa dall’ex fidanzato perché lo aveva lasciato. Siamo vicine alla famiglia e ai suoi cari, straziati prima dall’angoscia della scomparsa e poi da un lutto che nessuno dovrebbe affrontare. Un dolore inaccettabile che si aggiunge a quello che solo la settimana scorsa ha colpito la nostra comunità regionale per l’uccisione di Laura Papadia per mano del marito a Spoleto, stessa sorte toccata a Eliza Stefania Feru lo scorso 5 gennaio a Gualdo Tadino. Queste tragedie ci uniscono al dolore di chi piange Sara Campanella a Messina, altra 22enne uccisa da un uomo. È una catena drammatica, che deve essere spezzata adesso.
Tre delle dieci vittime di femminicidi commessi dall’inizio di quest’anno in Italia sono umbre. Un dato sconcertante e doloroso che ci impone di fare i conti col fatto che la violenza contro le donne è un fenomeno strutturale e culturale, che nella nostra regione in questi mesi si sta manifestando in modo ancora più drammatico che altrove. La politica ha una grande responsabilità e un ruolo imprescindibile nel promuovere azioni concrete per sostenere le donne, educare le nuove generazioni, eradicare la cultura del possesso e contrastare ogni forma di discriminazione e abuso. Occorrono investimenti seri in progetti educativi, campagne di sensibilizzazione costanti e un rafforzamento reale dei servizi territoriali dedicati alla protezione e all’assistenza delle donne in difficoltà. Ben venga la recente introduzione nel sistema giuridico italiano del reato di femminicidio, ben venga l’inasprimento delle pene, ma la pena si sconta quando l’ennesima donna è già morta per mano di un uomo. È necessario un impegno concreto per prevenire e cancellare la violenza e l’odio di genere, educare al rispetto, lavorare nelle scuole e con le famiglie per costruire una vera cultura della parità, della non discriminazione e del diritto delle donne all’autodeterminazione. È una rivoluzione culturale radicale, quella che ci vuole. Una rivoluzione urgente, irrimandabile.
Ci impegneremo con determinazione, nelle nostre capacità di consigliere regionali, affinché queste tragedie non si ripetano, promuovendo iniziative e politiche che mettano al centro la dignità, la sicurezza e la libertà di ogni donna. Lo dobbiamo a Ilaria, lo dobbiamo a Laura, lo dobbiamo a Eliza, lo dobbiamo alle nostre figlie, sorelle, madri, amiche, a noi stesse. Non una di meno.
Maria Grazia Proietti
Letizia Michelini
Consigliere Regionali PD Umbria